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La coscienza e l'intenzione hanno un'influenza sulla Materia?

di Marie Noelle Urech

Esiste un ramo della scienza che dimostra che la nostra intenzione ha un reale impatto sulle cose?  Uno studio affascinante dello scienziato Dean Radin dell'Istituto di Scienze Noetiche (IONS) affronta questa questione.  Esiste un fenomeno noto della Fisica Quantistica: la dualità particellare e ondulatoria della luce dimostrata  grazie all’esperienza cosiddetta “della doppia fenditura” (double split) fatta da Thomas Joung. Se si manda un fascio di luce attraverso due fessure verticali senza che ci sia nessuno a guardarla, la luce lascia un “pattern” d’interferenza che corrisponde alle onde proiettate. Ma se si fa la stessa esperienza, osservandola, viene fuori un altro pattern: la luce si comporta in maniera particellare, diventa “solida”. A livello quantistico, quindi, coesistono potenzialmente più possibilità e sarà l’atto di osservare a determinare il risultato dell’esperimento. La probabilità che la funzione d’onda collassi e diventi particella è strettamente legata all’atto di osservazione che diventa coerente con ciò che prevediamo di vedere. Quando osserviamo e “scegliamo” uno specifico risultato,  tutte le altre possibilità diventano incoerenti rispetto a ciò che vediamo e si auto-escludono. La curiosità insaziabile dei ricercatori guidati da Radin li ha portati a riproporre lo stesso esperimento, questa volta in una scatola chiusa e, al posto di una persona che osservasse direttamente la luce, chiesero ad un gruppo di persone di IMMAGINARE di osservare l’interno della scatola con gli occhi della mente. Il risultato  fu che le persone che utilizzarono l’intenzione di osservare determinarono lo stesso risultato, cambiando le onde in particelle! Cosa ciò significa? Che anche la semplice intenzione di osservare, attraverso un atto immaginato può modificare la realtà ad un livello quantistico.  Non ancora soddisfatti, Dean Radin e la sua squadra chiesero a vari gruppetti nel mondo,  distanti anche a migliaia di chilometri,  di focalizzare la loro intenzione,  immaginando di potere vedere dentro alla scatola che si trovava effettivamente a San Francisco. L’effetto de la non località - che un gruppo si trovasse distante  a 1 o a 10.000  chilometri di distanza - produsse lo stesso risultato.  Ecco un esperimento scientifico che ha dimostrato che l’intenzione e il pensiero hanno un impatto sulla materia, anche a distanza! Questo esperimento in laboratorio ha implicazioni enormi anche sulla nostra vita. Possiamo osservare quello che succede oggi nel mondo attraverso gli occhi della paura della morte. Altrettanto, possiamo osservare quello che vogliamo vedere realizzarsi, ovvero il cambiamento di una società che si sta rinnovando e che possiamo sostenere. Perché è quello che scegliamo di vedere che si manifesterà. Siamo noi a determinare ciò che si verificherà e sperimenteremo nella nostra vita sulla base del nostro punto di osservazione. La scelta di ciò che osserviamo è quindi una nostra responsabilità. Oggi, siamo chiamati a trasformare l’incubo che stiamo osservando e ben alimentato dai media,  in un sogno di possibilità e di progresso umano e civile.

 

 

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